Incontro di continuità Infanzia Valle, Primaria San Vittore

Ci sono esperienze così pregne di emozioni, significati e speranze che le parole fanno fatica a renderle. Ci proviamo!

In barba alle nuvole che ancora stamattina facevano presagire la pioggia, i bambini della scuola dell'infanzia di Strada Valle, accompagnati dalle maestre Anita, Daniela e Sonia, hanno incontrato gli alunni della classe prima della Scuola Primaria "San Vitt ore".

Il fermo immagine del momento in cui hanno varcato la soglia d'ingresso ha una forza evocativa unica: restituisce il senso profondo di un percorso che ogni bambino merita e si aspe tt a.

In termini tecnici si parla di "continuità", ma per i docenti è molto più di  un  incontro programmato: è un principio fondante della scuola, sottolineato anche dalla normativa.

Ogni passaggio dell'istruzione formale è il frutto di un lavoro pedagogico, didattico e organizzativo: richiama l'idea di un apprendimento continuo, nel quale relazione, esperienza e gradualità rimangono elementi centrali.

La continuità, insomma, non è un semplice raccordo tra ordini di scuola, ma una necessità strutturale del percorso educativo, da pensare, condividere e progettare nel rispetto dell'unicum che caratterizza ogni individuo

C'è tutto questo nell'incontro del 7 maggio. L' "esperienza", tipica della scuola dell'infanzia, si è riproposta attraverso un'attività di educazione ambientale, durante la quale i bambini della primaria hanno svolto con naturalezza e sorprendente maturità il ruolo di tutor.

La merenda condivisa ha rotto il velo della timidezza e, in un attimo , le insegnanti sono state letteralmente conquistate da quella spontanea capacità relazionale che solo i bambini sanno rendere t angi bile.

Dopo l'intervallo, mano nella mano, grandi e piccini, con gli occhi vispi e attenti, hanno raggiunto l'aula al piano superiore per cantare una canzone senza tempo, "Ci vuole un fiore", e prepararsi ad un'attività nell'orto della scuola : la messa a dimora di piantine di fragole fatte nascere  e donate dal papà del maestro Marco La Cognat a.

L'orto scolastico è, da qualche anno, una presenza costante nella pratica didattica del plesso: risponde ad una logica educativa solida dell'imparare facendo, osservando, aspett an do. La cura delle colture obbliga a rallentare, a rispettare i tempi della natura, a confrontarsi con la possibilità di risultati inattesi e non sempre positivi.

Una vera e propria full immersion in una pratica agricola rustica eppure coinvolgente: toccare la terra, estrarre con delicatezza la piantina dalla sua vaschetta, posizionarla e ricoprirla di terra con l'aiuto dei grandi è stato per i piccini un primo approccio concreto a conoscenze più strutturate .

Oggi, in una delle cinque grande aiuole della scuola San Vittore, Montessori, Dewey e Vygotskij sembravano essersi dati appuntamento: l'idea del learning by doing, il valore dell'ambiente preparato, il contatto diretto con la realtà naturale e la dimensione sociale dell'apprendimento hanno costituito il sostrato teorico della pratica educativa.

Le piantine, contrassegnate da un piccolo spaventapasseri sorridente preparato per l'occasione, sono state affidate alla cura dei primini che si sono impegnati a mantenere la loro promessa di accudirle .

Prima dei saluti, i bambini della scuola dell'infanzia hanno regalato ai compagni della primaria un cartellone gemello del loro, completati entrambi con le impronte delle mani dei protagonisti dell'incont ro. Due cartelloni quasi identici che resteranno la dolce testimonianza di un evento semplice, autentico e già diventato ricordo condiviso.