“Risponde la scena”: tra arte e inclusione
Quando i diritti (e i doveri) incontrano il pubblico, “Risponde la scena”. Questo il titolo dello spettacolo rappresentato sabato 9 maggio presso il teatro San Rocco di Voghera dagli alunni della scuola secondaria di primo grado Plana e coordinato per l’IC Dante di Voghera dalla prof.ssa Benedetta Balduzzi. La rappresentazione fa parte del progetto “Territori in ascolto”, sostenuto dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia in collaborazione con l’associazione Antigone Pavia e volto a promuovere l’inclusione tramite laboratori di teatro sociale. Il primo degli obiettivi è quello di favorire l’apprendimento della lingua italiana per gli alunni di recente immigrazione. Ma c’è molto di più! Durante i tredici incontri, tenuti dagli operatori Elisa Ravetta e Luca Bacchella, una quarantina di ragazzi ha condiviso un intenso percorso di laboratorio teatrale. Tra momenti ludici, esercizi di improvvisazione, collaborazione, risate, impegno e divertimento, gli studenti hanno preparato uno spettacolo molto particolare, sia per le tematiche trattate, sia per le modalità di rappresentazione. I ragazzi, infatti, si sono fatti portatori di diritti (e doveri) grazie all’improvvisazione: prima dell’inizio dello spettacolo, ogni spettatore ha scritto un diritto e un dovere per lui importanti e gli attori, suddivisi in gruppi, lasciandosi ispirare dalla loro creatività, hanno quindi messo in scena il diritto al gioco, quello di essere felici, il diritto di viaggiare, di amare, di sognare… e ancora il dovere di studiare, di garantire la pace. Tra “macchine ritmiche”, brevi dialoghi a coppie, direttori d’orchestra e statue fluide gli spettatori hanno assistito a una performance fresca, innovativa e di grande impatto emotivo. I “bruchi” (così si chiamano tra loro gli attori; chissà, potrebbe essere il nome per una compagnia teatrale permanente!) hanno dimostrato forte unione e grande empatia, testimoniando che il teatro è una delle discipline che maggiormente si adatta alla scuola, grazie al suo essere inclusivo e al suo linguaggio universale: quando vogliamo condividere un’emozione, “risponde la scena
